Articoli apparsi su il manifesto del 19/12/2017 e del 20/12/2017

Non è un addio chiamatelo arrivedorci

Sarà un lungo addio l'abbandono della scena: "del musicale" di Elio e le Storie Tese. Al previsto concerto -definitivo- di oggi a Milano seguirà la partecipazione al prossimo festival di Sanremo, un Tour d'addio di undici date nei palazzetti di tutta Italia e un nuovo disco a inizio 2018.

Il brano che verrà presentato a Sanremo si chiama: "Arrivedorci", il saluto di Stanlio e Ollio ne: Tempo di pic-nic (Perfect day) dove si dice continuamente arrivedorci, ma il saluto non si concretizza mai in una partenza.

Se chi se ne va che male fa, chi resta ci rimane un pò male. In conferenza stampa ci si domanda se non sia una presa in giro. I motivi dello scioglimento sono stati annunciati a marzo con l'annuncio da Londra. Ci sono stati scazzi durante il tour europeo, dicono gli Elii, il bus aveva un solo bagno chimico. Poi le cose cambiano: noi siamo persone civili che mantengono comunque ottimi rapporti formali. Addio ci sembra troppo forte, arrivedeorci ci sembra meglio. Vista la quantità di persone che ci vuole salutare, invece che un concerto di addio, abbiamo deciso di fare un tour di addio. Il 2018 è un bell'anno per chiudere, a vent'anni dalla morte di Feiez, indimenticato poli-strumentista del gruppo composto da amici oltre che da professionisti della musica.

Non dicono se siano in arrivo libri, dvd o film. Faso: non vogliamo "spoilerare" le cose, come dicono oggi i giovani, abbiamo tantissime idee, è talmente bello scioglierci che sarebbe bello farlo ogni anno. Ci saranno degli spin-off: Mangoni è un artista non più giovane che stiamo allevando da anni. Poi dj Mendrisio (Meyer) che fa un mix tra tecno e yodel, infine Vittorio Cosma nelle vesti di Carmelo sta riscuotendo successo. C'è anche la possibilità di un sottomultiplo della band. Elio: Io vorrei fare l'influencer. Cesareo: io farò un duo con Dodi Battaglia. Rocco Tanica non sarà presente ai concerti perché mantiene la parola di non esibirsi più dal vivo, inoltre non è qui oggi alla conferenza perché si è dissociato dallo scioglimento del gruppo.

La presenza a Sanremo è dovuta all'invito di Claudio Baglioni. Elio: Siamo sempre andati con la speranza di arrivare penultimi, il fatto di essere arrivati al secondo posto per ben due volte è stato un errore del pubblico. Ora abbiamo cambiato idea e vorremmo arrivare ultimi. Le cose cambiano. È il nostro modo per dire addio a una bellissima storia, vogliamo una bella fine da un bel palco che è quello dell'Ariston.

Il nuovo tour non contiene nessuna data a Milano. Faso: Il forum d'Assago è sempre occupato come la domenica il campo da tennis; lo stadio di San Siro bisognerebbe riempirlo e a Milano non ci sono più i piccoli locali di una volta, come il Grillo parlante, il Sorpasso o Le scimmie. Ci piacerebbe fare un concerto al parco Lambro, dove hanno suonato i nostri miti. D'addio è il concerto, d'addio è il tour, d'addio è il disco. Ciao Elio, ciao. Ma di un addio lungo si tratta, un Italian goodbye, come gli anglosassoni chiamano quei dieci minuti minimi di commiato del gruppo di italiani a fine serata: giro di saluti, poi ancora chiacchere e poi ancora saluti. Perché ci piace stare assieme.

Gli Elii al forum, liturgia per un addio

Il concerto d'addio a Milano di Elio e le storie tese si è tenuto martedì 19 dicembre in un forum di Assago straboccante di pubblico. Si è trattato di un rito funebre nel rispetto della liturgia: palco a forma di bara con scritta R.I.P. 1980-2017, fazzoletti per le lacrime distribuiti all'entrata, fiori e firme sul registro delle presenze. Carmelo nella parte del sacerdote ha introdotto il concerto-funerale con toccanti parole di commiato cui è seguito naturalmente il canto. Tre ore di canzoni hanno ripercorso i 37 anni di carriera del gruppo tra cui molti pezzi del primo periodo. La scaletta era stata in gran parte indicata dal pubblico online ed ha ben rappresentato gli elementi che caratterizzano la musica degli Elii. Il politicamente scorretto, l'attraversamento di genere, l'inquietudine sessuale dei giovani, super e non. Il superamento degli stereotipi, cut-up e commistione musicale, le radici culturali e la critica politica e sociale. Il tutto sostenuto da una gran musica dal vivo come non è più facile ascoltare. Elio non vede eredi se non in alcuni spin-off che indica in Mangoni o in dj Mendrisio il quale ha eseguito un pezzo inedito tecno-yodel-swing chiamato Bizzarrone. Ospiti: Cristina D'Avena ha cantato in: Piattaforma e Stefano Bollani, pianoforte ne: El pube. La presenza di Feiez, indimenticato polistrumentista del gruppo scomparso nel 1998, si manifesta nel sassofono in: TVUMDB, nella commozione di Elio e nel coro: Forza Panino! dei fan storici. Come riferimenti territoriali ricordiamo l'invettiva finale in: Parco Sempione e la versione tecno di: O mia bela madunina. Viene suonata: Urna, che ribadisce le parole del Foscolo, ma gli Elii lasciano eredità d'affetti, eccome. Condoglianze. È il funerale dell'epoca del politicamente scorretto nel rock per lasciare spazio all'epoca della trasparenza radicale. Oggi il rock, pur senza scontentare nessuno, si ascolta seduti, non si poga, non si fuma e al posto degli accendini si accendono i telefonini. Sulle dolci note di: Ragazza che limoni sola, il palazzetto si accende delle luci dei flash degli smartphone, un segno del cambiamento dei tempi che gli Elii hanno attraversato, toccando diverse generazioni.

Arrivedorci a Sanremo. Grazie dei fior ma anche "grazie di tutto il pesce". I delfini che giocavano nel mare con i tonni, abbandonano la terra avviata all'autodistruzione. Gli Elio, dopo aver tentato di salvarci dalla musica regressive e abituarci alla musica difficile, si sciolgono come i poli, forse per le conseguenze del clima culturale italiano che segnalano come mancante in educazione, ricordando che se la musica non viene insegnata nelle scuole, difficilmente avremo nuovi musicisti. Ci dispiace e ci mancherete. L'affetto del pubblico dimostra che non era poi troppo tardi per morire giovani. La scomparsa rappresenta senza dubbio un impoverimento della scena "del musicale" italiana e possiamo già cominciare a in/citarvi a tornare assieme: rivogliamo i vostri calembour, rivogliamo i vostri prot, temiamo non ritornino giammai. Gli Elii ci hanno dato una grossa mano a sdrammatizzare e persino a capire il nostro tempo, ad esempio commentando in musica l'attualità politica in Tv a: Parla con me o sottolineando i cambiamenti della distribuzione musicale producendo cd brulé in diretta a fine concerti.

E a fine concerto vengono suonate le due canzoni arrivate seconde a Sanremo: La terra dei cachi e Canzone mononota, e ahinoi nessuno ricorda la canzoni arrivate prime. Aspettiamo di ascoltare la canzone per Sanremo: "Arrivedorci", saluto e non addio, del duo comico Stanio e Ollio. Del resto, a proposito di citazioni, Stan Laurel riappare nella parodia di Osvaldo Soriano: "Triste solitario y final" dove riprende "Il lungo addio" di Raymond Chandler e usa una frase di Philip Marlow: "Arrivederci amico, non le dico addio. Gliel'ho detto quando aveva un senso". Questo senso c'è stato. Nelle parole del cantante Stefano Belisari: "è valsa la pena fondare un gruppo per fare una serata come questa".


articoli  |  home